Emergenza Ucraina: accoglienza in Opera

A più di un mese dall’inizio della guerra, quasi un quarto della popolazione dell’Ucraina è stato costretto ad abbandonare la propria casa: le porte di Opera si sono aperte sin da subito per accogliere donne e bambini e distribuire beni di prima necessità.

Accoglienza notturna presso le residenze Domus Hospitalis, Padiglione Cielo Stellato e Residenza Trezzi, supportata da tutti i servizi del centro diurno di Opera Cardinal Ferrari (guardaroba, pasti, prodotti per l’igiene, farmaci, supporto psicologico e amministrativo); kit di prima accoglienza che prevede la fornitura immediata di almeno 3 cambi, scarpe, 1 borsa o zainetto, 1 giaccone pesante e uno più leggero, cambi letto e asciugamani; cure mediche e rilascio di tutte quelle pratiche burocratiche necessarie a chi, fuggendo dalla guerra, ha dovuto lasciare tutto: questa la nostra risposta fattiva ed immediata. 

Ma l’accoglienza non significa solo rispondere ai bisogni primari delle persone, ma deve andare oltre e supportare anche tutte quelle problematiche che ogni persona porta con sé e che non vanno trascurate. Infatti Opera Cardinal Ferrari ha accolto presso Domus Hospitalis – la sua struttura d’accoglienza sociale temporanea dedicata ai familiari e ai degenti da ospedalizzare provenienti da fuori regione – una mamma ucraina con la figlia di 12 anni, affetta da patologia oncologica e che necessita di cure immediate.

Il nostro obiettivo è quello di accogliere, proteggere, promuovere l’autonomia e l’integrazione. Accogliere significa – per Opera – ascoltare, agire, vivere l’accoglienza. Proteggere vuole dire esercitarsi nella virtù della tutela, quella forma di attenzione alla persona che cerca di soddisfare non solo i bisogni materiali. Decidere di accogliere i rifugiati provenienti dall’Ucraina per noi è una scelta naturale, responsabile e consapevole. L’accoglienza fa parte del nostro DNA istituzionale, come era solito dire il Beato Andrea Carlo Ferrari: “Siamo la casa di chi non ha casa”. E parte di questa nostra accoglienza è stata resa possibile anche grazie al generoso contributo dei nostri donatori privati e istituzionali”  

Pasquale Seddio, Presidente di Opera Cardinal Ferrari

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