Il nuovo numero de Le Notizie dell’Opera: settembre 2022

Il nuovo numero del Notiziario di Opera Cardinal Ferrari è online e sta arrivando nelle case di tutti i nostri sostenitori! E’ un numero speciale dedicato all’economia circolare e al racconto di un’Opera che non si ferma e resta in azione ancora di più oggi considerando l’autunno complesso che ci aspetta, per salvare senza dimora, famiglie e imprese colpite dal caro-energia, dall’inflazione e da tutte le conseguenze della pandemia da Covid-19. Puoi riceverlo gratuitamente nella tua casella di posta elettronica o cartaceo al tuo indirizzo di casa.
Qui di seguito l’articolo del Professor Pasquale Seddio, Presidente di Opera Cardinal Ferrrari, per la rubrica “L’impegno”.

L’economia circolare all’Opera Cardinal Ferrari è di casa e continua a ottimizzare le risorse anche dopo cento anni

In Italia 5,6 milioni di persone in povertà e un altro milione rischia di cadere nell’indigenza: non vi è dubbio che si tratta di un’emergenza in crescita che dilata pericolose disuguaglianze sociali ed economiche. Per essere precisi la povertà assoluta in Italia è stabile, ma ai massimi storici. Infatti, tocca 1,9 milioni di famiglie (7,5%) e 5,6 milioni di persone (9,4%), tra cui 1,4 milioni di minori (14,2%). I dati del 2021, confermati da Istat, somigliano molto a quelli del 2020 ma come osserva sempre lo stesso istituto, le famiglie con redditi molto bassi hanno una “propensione al consumo” più alta dei redditi medio-alti. E la povertà assoluta si misura anche sui consumi, ovvero sulla capacità della famiglia di sostenere le spese essenziali e incomprimibili per vivere, dal cibo all’affitto, dalle cure al riscaldamento, tutte voci che si sono impennate nel 2022 con una inflazione che corre verso il 10% con il risultato che le famiglie con redditi medio-alti non aumentano i consumi e intaccano i risparmi accumulati per non modificare stile di vita, mentre quelle nelle fasce di reddito basse non possono comprimere i consumi essenziali e rischiano di scivolare in condizioni di crescente deprivazione.

 

Ecco perché difronte al difficile e ormai prossimo scenario autunnale, una attenzione all’economia circolare può e deve rimanere centrale nella strategia della “Cardinal Ferrari”.

Il suo pacchetto prevede l’adozione di una serie di nuove misure con riferimento al sistema di raccolta differenziata, alla gestione di beni alimentari ricevuti in dono o acquistati, al ridotto uso di plastica, al fantasioso riuso dei materiali riciclati.

L’economia circolare in concreto “chiude il cerchio” del ciclo di vita di molti beni economici ricevuti in entrata, incrementando il loro riutilizzo, favorendo i risparmi energetici e diminuendo così gli sprechi nei differenti ambiti di attività. 

Libri e riviste, cartone e imballaggi, tessuti e indumenti, accessori di abbigliamento, farmaci, beni alimentari, cibo pronto o da cucinare e molto altro.

Tutto ciò che abbiamo messo a valore nella nostra esperienza centenaria, è che le pratiche circolari, se ben applicate, possono davvero diventare una porta d’uscita dalla povertà e possono creare economicità e innovazione.

I contesti dell’economia circolare costituiscono quindi spazi di scelte consapevoli, condivisi, comuni e fluidi, nonché cooperativi dove parlare di economia significa ripartire, rigenerare e ridurre la povertà intesa non solo come povertà economica, ma sostanzialmente come disuguaglianza, impossibilità di accedere ai servizi e beni essenziali, all’assistenza sanitaria oltre a fame, malnutrizione, redditi e risorse scarse e sempre più insufficienti.

Solo in Italia, il cibo sprecato ogni anno vale 15 miliardi di euro, quasi l’1% del Pil nazionale. È anche un serio problema ambientale. Se lo spreco alimentare mondiale fosse un paese, sarebbe il terzo produttore di gas serra al mondo, dopo Cina e Stati Uniti d’America.

Vale la pena citare alcuni dei nostri progetti in atto, ispirati dalla nostra interpretazione del valore sociale ed economico inteso come creazione di valore durevole nel tempo, in termini sia di generazione che di agevolazione all’accessibilità e della creazione di nuovi e migliori servizi per le persone fragili e in grave marginalità:

    • Raccolta indumenti e recupero oggetti per la realizzazione dei mercatini solidali;
    • Recupero di cibo per la mensa e per i pacchi viveri distribuiti in Opera;
    • Promozione delle “Comunità Energetiche Rinnovabili”;
    • Efficientamento e tracciabilità nella conservazione e distribuzione del cibo.

Questi progetti di resilienza trasformativa sono per noi occasione, anche in termini di nuove risorse economiche, per guardare avanti e riorganizzare le fonti di sostenibilità e approvvigionamento che possono così lasciare spazio ad ulteriori interventi di aiuto per le fasce più fragili. Sperimentiamo giornalmente il cambio di paradigma e dobbiamo approfittare della fase attuale, per quanto difficile, per cambiare i modelli di utilizzo e redistribuzione guardando sempre di più ai vantaggi dell’economia circolare e della sostenibilità. Un passaggio che richiede la collaborazione di tutti, soprattutto delle nuove generazioni che devono essere educate al tema della circolarità con l’impegno di non lasciare nessuno indietro. Una crisi come questa ha effetti drammatici sulle vite delle persone e abbiamo il dovere di arginare i rischi aiutando chi è in difficoltà, ma dando una prospettiva di futuro accessibile a tutti con la visione di crescita economica e protezione dell’ambiente, l’una a sostegno dell’altra, non in contrapposizione, con la tecnologia in mezzo a fare da collante per i prossimi anni al fine di raggiungere una migliore equità sociale concreta e sostenibile.

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