Milano tra accoglienza e nuove fragilità: da Opera Cardinal Ferrari un modello concreto che parte dalle persone

Marzo 2026

Dalla Domus Hospitalis alla rete di volontariato, l’incontro del 25 marzo accende i riflettori su diritto alla salute, povertà abitativa e accoglienza, a partire dalla storia vera raccontata da Olivia Crosio, volontaria di Opera Cardinal Ferrari, nel libro “Le due vite di Andrii Rosliuk”

In una città che continua ad attrarre, curare e offrire opportunità, crescono anche nuove forme di fragilità, spesso invisibili. Dalla difficoltà di accesso alla casa alla necessità di accoglienza per chi arriva per curarsi, il tema dell’ospitalità torna oggi centrale nel dibattito pubblico. È da qui che prende le mosse l’incontro promosso da Opera Cardinal Ferrari, in occasione della presentazione del libro “Le due vite di Andrii Rosliuk” di Olivia Crosio (Arkadia Editore): un momento di confronto che ha intrecciato testimonianze, esperienze concrete e riflessioni sul significato contemporaneo dell’accoglienza.

Tutto parte dalla storia di una madre, Nataliia e di un figlio, Andrii, in fuga dalla guerra e arrivati a Milano per salvare una vita e accolti da una rete di persone e di solidarietà: Olivia Crosio – volontaria – e Opera Cardinal Ferrari, onlus che da oltre 100 anni è punto di riferimento a Milano in tema di accoglienza ai senza dimora e alle persone in difficoltà. Olivia, assistendo all’incedere della macchina accogliente e virtuosa dell’Opera Cardinal Ferrari, ha deciso di raccontarla e metterla nero su bianco in un libro, così da lasciarne traccia e memoria. Un racconto che ha posto al centro alcune domande cruciali: cosa significa oggi accogliere? Milano è pronta a rispondere alle nuove fragilità sociali e sanitarie? E quale ruolo può giocare il volontariato?

A provare a fornire queste risposte, questo incontro svoltosi proprio a casa Opera, moderato dalla giornalista Elena Inversetti e che ha visto la partecipazione del Presidente di Opera Cardinal Ferrari, Luciano Gualzetti, Mons. Giuseppe Vegezzi, Jean Pierre Bichard, responsabile dei volontari di Opera Cardinal Ferrari, Leda Fontana, responsabile della Domus Hospitalis, e ovviamente l’autrice del libro Olivia Crosio e una delle sue grandi protagoniste, Nataliia, giunta proprio dall’Ucraina per raccontare la sua storia agli ospiti e alle istituzioni presenti.

Nel suo intervento, il Presidente Luciano Gualzetti ha inquadrato il lavoro dell’Opera, sottolineando come l’accoglienza sia prima di tutto una responsabilità concreta, che si traduce in servizi e progetti quotidiani. Particolare attenzione è stata dedicata alla Domus Hospitalis, struttura pensata per accogliere persone fragili che arrivano a Milano per motivi sanitari, spesso senza una rete familiare o economica di supporto. Un modello che si inserisce in un contesto più ampio: una città capace di eccellenze sanitarie, ma segnata da una crescente pressione abitativa e sociale.

“Milano è una città che cambia, che cresce, che offre opportunità straordinarie, ma che allo stesso tempo rischia di diventare sempre più selettiva: accogliente da un lato, ma sempre più esclusiva per chi non riesce a sostenere i suoi ritmi e i suoi costi. Il nostro lavoro vuole essere anche un segnale: ci sono persone che restano indietro, che fanno fatica a stare dentro questa eccellenza, e che rischiano di essere invisibili. Per questo, accanto alle risposte all’emergenza, è necessario aprire una riflessione più ampia. Servono politiche strutturali, che non sono solo responsabilità delle istituzioni, ma chiamano in causa anche le imprese e tutti i cittadini che desiderano vivere in una città davvero inclusiva” ha dichiarato Luciano Gualzetti”.

Gualzetti ha tenuto a ribadire quanto la storia di Andrii e Nataliia riporta al centro un tema che oggi non può più essere considerato distante: la guerra. Non come evento astratto o geopolitico, ma come esperienza concreta che attraversa le vite delle persone, costringendole a fuggire, a ricostruire, a chiedere accoglienza. In questo senso, realtà come Opera Cardinal Ferrari diventano un osservatorio privilegiato: luoghi in cui la guerra si traduce in volti, storie e bisogni reali. Un contesto che impone una riflessione più ampia sul significato della pace, non come semplice assenza di conflitto, ma come responsabilità quotidiana fatta di relazioni, inclusione e cura. Le statistiche ci dicono che sono più di 60mila le persone ucraine che sono ancora in Italia: la guerra non è qualcosa di lontano. Entra nelle nostre città attraverso le storie delle persone che accogliamo ogni giorno. Per questo la pace non può essere considerata solo come assenza di conflitto, ma come una responsabilità quotidiana. Si costruisce nelle relazioni, nell’accoglienza, nella capacità di non lasciare indietro nessuno. Solo così possiamo davvero lavorare sulle cause che generano le guerre, invece che limitarci a gestirne le conseguenze” continua Gualzetti.

La Domus Hospitalis è stata inaugurata nel dicembre 2012, alla presenza dell’allora arcivescovo di Milano, cardinal Angelo Scola, ed è una struttura che comprende 16 unità abitative con circa 30 posti letto e che consente di offrire anche a coloro che non dispongono di elevata capacità reddituale la possibilità di soggiornare in città, assistendo i congiunti che vi giungono per essere sottoposti a cure mediche. Con questa struttura l’Opera ha dato alla città di Milano una soluzione concreta ai bisogni emergenti della città legati alla fruizione del servizio sanità, mettendo a disposizione degli utenti e dei loro familiari una struttura ricettiva accessibile dal punto del costo e agevolando, allo stesso tempo, l’accoglienza da parte del servizio sanitario. Nell’ultimo anno la struttura ha visto 5834 presenze con un 99% di occupabilità annuale.

Si tratta di un’accoglienza che abbraccia più dimensioni. È una casa che offre supporto a persone che arrivano a Milano per affrontare un percorso di cura, insieme ai loro accompagnatori. Non si tratta solo di un’ospitalità pratica – pur fondamentale – ma di un accompagnamento più ampio: cerchiamo di essere presenti lungo tutto il percorso, offrendo sostegno umano, relazionale ed educativo, oltre a un supporto, per quanto possibile, anche sul piano sanitario. Perché accogliere significa questo: non solo dare un luogo dove stare, ma costruire condizioni che permettano davvero di affrontare un momento di fragilità” continua Leda Fontana, Responsabile della Domus Hospitalis.

Insieme alla Domus Hospitalis, Opera Cardinal Ferrari ha altre due strutture che offrono servizi di accoglienza notturna: il Pensionato “Egidio Trezzi” per studenti, lavoratori fuori-sede e la Micro-Comunità “Padiglione dal Cielo Stellato”, per donne in grave fragilità che hanno bisogno di un’accoglienza protetta.

Durante il confronto è emerso con forza un elemento chiave: Milano è una città che cura, ma non sempre riesce ad accogliere. Sempre più persone arrivano per ricevere cure, ma si trovano ad affrontare difficoltà concrete legate all’accesso a un alloggio temporaneo. In questo scenario, esperienze come quelle sviluppate da Opera Cardinal Ferrari rappresentano una risposta concreta e replicabile.

Come accaduto a Natalia e suo figlio nel 2022: il cuore dell’incontro è stato infatti il racconto contenuto nel libro di Olivia Crosio “Le due vite di Andrii Rosliuk”. Come racconta l’autrice, Andrii è un giovane ucraino di 35 anni affetto da leucemia che, insieme alla madre Nataliia, è costretto a lasciare il proprio Paese – nel pieno della guerra scoppiata in Ucraina 4 anni fa – per cercare cure in Italia. La loro è una storia che si muove tra due vite: quella in Ucraina, fatta di studio, lavoro e progetti, e quella in Italia, sospesa tra le cure e l’incertezza, ma attraversata da una straordinaria capacità di resistere e continuare a immaginare il futuro. Arrivato a Milano, nonostante la malattia e le difficoltà, non smette mai di progettare: cerca lavoro, sostiene colloqui, immagina una vita in Italia, come se la sua “seconda vita” potesse davvero prendere forma oltre la malattia.

Le parole di Olivia Crosio, autrice del libro: “Questo libro nasce da una richiesta precisa di Andrii. Poco prima di lasciarci, ha detto a sua madre che la sua vita era stata bellissima e che quella storia meritava di essere raccontata. Io inizialmente mi sono sentita inadeguata, perché sono abituata a scrivere storie inventate, spesso leggere. Qui invece mi sono trovata davanti a una storia vera, profonda, che chiedeva rispetto e responsabilità. Ma ho capito che non si trattava semplicemente di scrivere un libro: si trattava di restituire una storia, di dare voce a un’esperienza che parla di accoglienza, di relazioni e di umanità condivisa.”

Accanto ad Andrii, la madre Nataliia affronta con forza e lucidità un percorso fatto di paura, speranza e continue prove, in un equilibrio fragile tra la necessità di essere solida e il dolore di vedere il figlio soffrire, ma tutto nel caldo abbraccio dell’Opera Cardinal Ferrari: “Questa è la storia di un cuore umano immenso. Un cuore che non ha nazionalità, né confini geografici. Non importa da dove veniamo o dove viviamo: ciò che conta è la capacità di accompagnare e accogliere chi ne ha bisogno” afferma una commossa Nataliia alla platea.

È in questo contesto che l’esperienza in Opera Cardinal Ferrari e la Domus Hospitalis diventano centrali. Qui Andrii e Nataliia trovano non solo un alloggio vicino agli ospedali, ma una vera comunità: una rete di volontari che li accompagna nelle difficoltà quotidiane, li supporta nella gestione pratica e li accoglie con una presenza discreta ma costante. L’Opera non è solo un luogo dove si riceve aiuto, ma uno spazio di relazione, in cui anche Nataliia sceglie di mettersi a disposizione, collaborando in cucina e restituendo, in parte, ciò che ha ricevuto.

Come testimonia anche Jean Pierre Bichard, responsabile dei volontari di Opera Cardinal Ferrari: il volontariato emerge come una vera e propria infrastruttura sociale, capace di attivare reti, generare relazioni e rendere possibile ciò che altrimenti non esisterebbe: “Natalia e Andrii hanno rappresentato un esempio straordinario di forza, generosità e restituzione. Nonostante le difficoltà, si sono messi al servizio degli altri, aiutando concretamente la comunità e le altre famiglie ucraine. La loro storia ha unito volontari e amici, creando una rete di solidarietà autentica e condivisa. Proprio questa “catena del volontariato”, fatta di ascolto, presenza e umanità, è il valore più forte che emerge. Per tutti è stata un’esperienza di grande crescita umana. La presenza di Natalia oggi, dopo un lungo viaggio per essere qui, è il segno più vero e profondo di tutto questo.”

L’incontro si è concluso con un momento di confronto informale tra ospiti, volontari e partecipanti, confermando il ruolo di Opera Cardinal Ferrari come punto di riferimento per una città che vuole continuare a crescere senza perdere la propria dimensione umana.

A proposito di Opera Cardinal Ferrari…

Opera Cardinal Ferrari è un centro di accoglienza nato nel 1921 a Milano ed è costituito da un centro diurno e da tre residenze sociali; dal 17 luglio 2024 ha come presidente Luciano Gualzetti, primo direttore laico nella storia di Caritas Ambrosiana, con un lungo percorso di impegno professionale nel settore umanitario. Il Centro Diurno (a bassa soglia) è l’anima di Opera Cardinal Ferrari (8.30-17.00/365 gg), eroga gratuitamente a persone adulte in grave marginalità adulta perlopiù senza dimora, servizi di prima necessità (pranzi, colazioni, indumenti, farmaci, docce, parrucchiere, barbiere, lavanderia); servizi di segretariato sociale (sportello di orientamento e informazione, espletamento pratiche, accompagnamento ai servizi del territorio); attività creative per il sostegno educativo e psicologico (ad esempio il laboratorio “Felice-Mente all’Opera”, orto solidale, tornei di carte, bocce, cineforum, biblioteca, corsi di italiano). Le tre residenze sociali offrono servizi di accoglienza notturna: il Pensionato “Egidio Trezzi” per studenti, lavoratori fuori-sede; la Residenza “Domus Hospitalis” per le persone in trasferta sanitaria presso gli ospedali di Milano ed infine la Micro-Comunità “Padiglione dal Cielo Stellato”, per donne in grave fragilità che hanno bisogno di un’accoglienza protetta. Si aggiungono due progetti speciali di accoglienza attivi da circa tre anni: il servizio abitativo del cosiddetto housing sociale “Mi.Mo.5” e l’ospitalità notturna “Piano Freddo Donne” dedicato esclusivamente alle donne presso la “Sala Poltrone” del centro diurno (Adesione al Piano Freddo del Comune di Milano). Dall’estate 2025 è attiva la nuova Biblioteca, un progetto nato per offrire uno spazio in cui nutrire la mente, riscoprire passioni, stimolare la curiosità e sentirsi di nuovo parte attiva della società. Tra le attività previste la lettura quotidiani (anche in più lingue), corsi di italiano, fruizione di contenuti multimediali (accesso a PC con wifi, lettura di libri digitali, ascolto musicale.) Opera Cardinal Ferrari da oltre 100 anni si prende cura di persone che hanno perso tutto, ma non la dignità e la speranza di affrancarsi da una vita difficile: i Carissimi, come vengono chiamate le persone accolte in Opera Cardinal Ferrari. Il fulcro delle attività è realizzato dal volontariato: oltre 200 volontari consentono ad Opera Cardinal Ferrari di portare avanti la missione statutaria di accoglienza dei senzatetto. Opera Cardinal Ferrari vive grazie al sostegno di donazioni private sia in natura attuando processi di economia circolare con la raccolta di cibo e di indumenti; sia erogazioni liberali che rappresentano quasi il 100% delle entrate (Fonte Bilanc​io Sociale​ 2025): tutte le erogazioni liberali a favore di Opera Cardinal Ferrari godono di benefici fiscali (ad esclusione delle donazioni in contanti).​ Opera Cardinal Ferrari ​fa parte del Sistema Caritas Ambrosiana che con le diverse modalità di presenza – le Caritas Territoriali e i suoi servizi (dai Centri di Ascolto alle cooperative sociali, alle Fondazioni, Case della Carità) – promuove servizi competenti e distribuisce servizi sul territorio e soprattutto a favore delle comunità svantaggiate, in missione della Chiesa. Attualmente la campagna di raccolta fondi in corso è SOSTENGO CASA OPERA il cui obiettivo è la raccolta fondi istituzionale a favore del Centro Diurno. 5X1000: 02832200154 Donazioni IBAN Crédit Agricole IT 36 I 06230 01619 000040360003

 

UFFICIO STAMPA OPERA CARDINAL FERRARI – MI SERVE UN UFFICIO STAMPA

Roberta Restretti Email: roberta@miserveunufficiostampa.com Mobile: +39 334 9810770

Rimaniamo in contatto.
Lasciati coinvolgere

Iscriviti alla newsletter per non perdere tutte le nostre novità!

Rimaniamo in contatto e lasciati coinvolgere!

Opera Cardinal Ferrari

Opera Cardinal Ferrari è stata costituita il 24 gennaio 1921 e riconosciuta Ente Morale il 4 agosto dello stesso anno con R.D. n.1160. Dal 3 marzo 2026 sussiste il provvedimento di iscrizione della Fondazione "OPERA CARDINAL FERRARI ETS" (rep. n. 164332; C.F. 02832200154) nella sezione “g - Altri enti del Terzo settore" di cui all'articolo 46 comma 1 D.Lgs. del 3 luglio 2017 n. 117, ai sensi dell’articolo 22, comma 1-bis D.Lgs. del 3 luglio 2017 n. 117 e dell’articolo 17 D.M. del 15 settembre 2020 n. 106 da parte dell'Ufficio RUNTS di Regione Lombardia.
È altresì iscritta al Registro Unico delle Imprese con il numero REA MI – 166 0555.

Sede legale e operativa

Via G.B. Boeri 3
20141 Milano
Tel. 02 8467411
info@operacardinalferrari.it

CODICE FISCALE
02832200154

IBAN Crédit Agricole
IT 36 I 06230 01619 000040360003