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Il menù della poesia: chi ha detto che con la “cultura non si mangia?”

20 Maggio 2026 | Ultimi aggiornamenti

LA MENSA DI OPERA CARDINAL FERRARI SI TRASFORMA IN TEATRO PER UN GIORNO CON IL PROGETTO “MENÙ DELLA POESIA”

Il Teatro Elfo di Milano porta il suo originale format alla storica fondazione milanese: attori vestiti da camerieri reciteranno poesie ai tavoli delle persone fragili per trasformare il pranzo in un momento di relazione, bellezza e cultura.

Per un giorno, la mensa si trasforma in un teatro. I camerieri diventano attori, i menù custodiscono poesie e ai tavoli non si ordinano piatti, ma versi da ascoltare. Il prossimo 27 maggio, Opera Cardinal Ferrari, storica realtà milanese che ogni giorno accoglie e sostiene persone in condizioni di fragilità, porterà in scena “Il Menù della Poesia”, iniziativa culturale capace di trasformare uno dei luoghi simbolo dell’assistenza in uno spazio di bellezza, ascolto e partecipazione. L’iniziativa nasce in collaborazione con il Teatro Elfo Puccini di Milano che ha ideato il format per promuovere e diffondere poesia, teatro e musica in contesti non convenzionali con l’intento di nutrire animo e intelletto in modo interattivo e originale. Una protesta pacifica per smentire chi afferma”con la cultura non si mangia”.

Un’occasione preziosa per chi vive in condizione di marginalità. Un pasto caldo, una doccia, un cambio d’abito, un letto quando fa freddo. Per chi vive in strada sono bisogni essenziali, spesso urgenti, dai quali non si può prescindere. Ma la povertà estrema non è fatta solo di mancanza materiale. È fatta anche di solitudine, di giornate vuote, di pensieri pesanti, di tempo che rischia di diventare un luogo ancora più difficile da abitare. È da questa consapevolezza che nasce l’impegno di Opera Cardinal Ferrari nel costruire per i propri ospiti – i “Carissimi” – occasioni di cultura, socialità, intrattenimento e bellezza.

Come la giornata “Il Menù della Poesia”: tre attori vestiti da camerieri entreranno nella mensa con un vero e proprio “menù poetico”. Sedendosi accanto ai tavoli, inviteranno i “carissimi” – così Opera Cardinal Ferrari chiama le persone accolte – a scegliere quale poesia desiderano ascoltare. A quel punto, senza palco né microfoni, i versi verranno recitati direttamente al tavolo, creando un momento intimo e profondamente umano nel cuore della quotidianità della mensa. Nel corso del pranzo, tra i tavoli della mensa risuoneranno alcuni dei versi più celebri della poesia italiana e internazionale: da Alda Merini a Eugenio Montale, da Trilussa a Mariangela Gualtieri, passando per Stefano Benni, Patrizia Cavalli, Charles Bukowski, Totò e Aldo Palazzeschi.

Luciano Gualzetti

«Dobbiamo sempre credere che la bellezza e la cultura siano elementi fondamentali per tutti, nessuno escluso. In particolare per le persone più fragili con le quali spesso ci limitiamo solo agli aiuti materiali. Siamo sempre più convinti che dobbiamo operare perché gli invisibili non siano privati di ciò che nella vita è bello, perché non siano discriminati anche sul piano spirituale. La cura delle persone passa certamente dai servizi essenziali, ma anche dalla possibilità di sentirsi accolti, riconosciuti, inclusi nella vita della comunità con momenti di comprensione profonda della realtà personale e comunitaria e di festa. Per questo crediamo che cultura, teatro, lettura e momenti di socialità siano strumenti concreti di inclusione e dignità. Superare una logica puramente assistenzialistica significa accompagnare ogni persona in un percorso che restituisca relazioni, partecipazione e senso di appartenenza. In una società in cui il welfare comunitario rischia sempre più di indebolirsi, è fondamentale ricostruire legami, occasioni di incontro e spazi condivisi dove sentirsi riconosciuti e protagonisti, capaci di contrastare solitudine ed esclusione. Anche un momento di bellezza può diventare un gesto di cura profonda» –dichiara Luciano Gualzetti, Presidente di Opera Cardinal Ferrari.

«Il Teatro dell’Elfo, fin dalla sua costituzione, si impegna a creare legami e raccordi tra l’arte e le comunità nelle quali opera. In questo senso, assume particolare significato l’esperienza di alcuni anni fa al refettorio gestito dalla Caritas Ambrosiana, che trova ora un ulteriore sviluppo in questo nuovo e ampio progetto, realizzato nella storica Opera Cardinal Ferrari di Milano. Con il Menu della poesia intendiamo continuare il lavoro iniziato nel 2023, per creare momenti di comunione artistica con gli ospiti della mensa. È infatti un momento molto personale quello della consumazione di un pasto, nel quale inseriamo la degustazione di un menu poetico, di ampio respiro, che sarà interpretato dai nostri attori. La poesia è la forma d’arte che più ci avvicina all’universalità dell’esistenza ed è per questo che, nel rispetto di un umanesimo dal profondo contenuto sociale, sarà affidato all’ospite, carissimo, la scelta dei brani poetici che gli attori interpreteranno» continua Fiorenzo Grassi, direttore del Teatro Elfo Puccini.

L’appuntamento si inserisce nel più ampio percorso promosso da Opera Cardinal Ferrari per valorizzare il ruolo della cultura e della socialità all’interno dei percorsi di accoglienza. Nel centro diurno di via Boeri, aperto 365 giorni l’anno, accanto alla mensa, alle docce, al guardaroba, al servizio salute e agli sportelli sociali, trovano spazio cineforum, tornei di carte e di bocce, laboratori, momenti di lettura e attività creative.  Tra i progetti più significativi c’è la biblioteca dei Carissimi, inaugurata nel 2025 come spazio in cui leggere, consultare quotidiani, studiare, usare il computer, accedere a contenuti digitali, riscoprire passioni e “nutrire la mente”. Un luogo nato non solo per offrire libri, ma per restituire strumenti, dignità e possibilità a chi spesso è escluso anche dai luoghi ordinari della cultura.

In questa direzione si inseriscono anche numerose iniziative promosse dalla Fondazione: gite a teatro, occasioni ricreative come la visita all’Acquario Civico di Milano e, il prossimo 19 giugno, gli spazi di Opera Cardinal Ferrari accoglieranno lo spettacolo teatrale “Christophe o il posto dell’elemosina”, aperto ai Carissimi, ai volontari e ai sostenitori della Fondazione.

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